Linfodrenaggio - Centro Medico La Quintana

Linfodrenaggio

Linfodrenaggio: di che cosa si tratta

Il linfodrenaggio o massaggio linfatico manuale agisce nelle zone dove il sistema circolatorio linfatico è particolarmente ridotto con lo scopo di ripristinarne il corretto funzionamento e favorire il drenaggio dei liquidi ristagnanti.

Il linfodrenaggio si concentra, dunque, sul circolo linfatico, composto da linfonodi, milza, timo e noduli linfatici, principalmente per:

  • aiutare il riassorbimento degli edemi
  • accelerare la cicatrizzazione di ulcere nei soggetti diabetici di ulcere
  • regolarizzare il sistema neurovegetativo

La sua azione drenante viene utilizzata anche in medicina estetica per contrastare ritenzione idrica e cellulite. Infine, è consigliato anche per le donne in gravidanza che tendono a soffrire di gonfiore agli arti inferiori e ristagno dei liquidi.

 

Le tecniche di linfodrenaggio più diffuse

Le due principali metodologie utilizzate sono il metodo di Vodder e il metodo di Leduc. La differenza tra i due riguarda la tipologia e la quantità di movimenti che viene eseguita durante la pratica, ma scopo e principi restano sempre i medesimi.

Nel metodo di Vodder sono previsti 4 tipi di movimento: spinte rotatorie, spinte circolari, movimenti erogatori e movimenti a pompaggio. Normalmente si inizia con dei movimenti circolatori per concludere poi con dei movimenti erogatori.

Il metodo di Leduc, invece, consta di 2 soli movimenti: la manovra di richiamo e quella di assorbimento. La prima viene eseguita nella zone del corpo dove il paziente avverte il disturbo, la seconda dove è presente il ristagno dei liquidi per favorirne il riassorbimento.

 

A chi rivolgersi per un massaggio linfodrenante

Dal momento che le tecniche utilizzate per eseguire correttamente un linfodrenaggio sono molto complesse è necessario affidarsi a mani esperte e competenti. Il terapista deve, infatti, conoscere molto bene il funzionamento del sistema circolatorio linfatico, per poter agire su punti specifici del corpo e facilitare così il movimento del liquido interstiziale ristagnante.

Il massaggiatore dovrà eseguire dei movimenti molto delicati sulla cute, che non deve mai essere arrossata al termine della seduta e assicurarsi di avere le mani ben calde. Altrettanto importante è la temperatura del luogo in cui si svolge il trattamento, che non deve essere né troppo bassa, né troppo elevata. Infine il fisioterapista deve assicurarsi che il paziente si trovi in una posizione comoda, senza alcun tipo di tensione a livello muscolare.

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