Gastroscopia

L’esofago-gastro-duodenoscopia (EGDS), per brevità chiamata anche Gastroscopia, è una procedura che consente al medico endoscopista di esaminare direttamente l’interno dell’esofago, stomaco e duodeno, mettendo in evidenza eventuali alterazioni.

Per far questo utilizza una sonda particolare lunga e flessibile, il gastroscopio, che ha un diametro inferiore al centimetro avente una telecamera e una luce sulla punta.

 

Sintomi come dolore, nausea, vomito o difficoltà di digestione non sono sempre caratteristici di una particolare patologia, quindi la gastroscopia è indispensabile per identificare la causa del disturbo e impostare una terapia adeguata. Questo esame è utile anche per individuare la fonte di un sanguinamento con partenza da esofago, stomaco o duodeno o di alcune anemie da causa ignota.

Per ottenere un esame accurato il paziente deve attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate di seguito:

  • Il paziente deve presentarsi a digiuno da almeno 12 ore per i cibi solidi e 2 ore per i liquidi
  • Il paziente deve portare con se eventuali accertamenti precedenti

 

I cosiddetti “farmaci salvavita” vanno assunti anche nel giorno della Gastroscopia mentre bisogna evitare l’assunzione di farmaci che possano ostacolare una corretta visione (sucralfato, antiacidi).

Occorre informare il medico su eventuali patologie associate (malattie cardiache, respiratorie, diabete, glaucoma, problemi di coagulazione…), terapie in corso (es. farmaci antiaggreganti, anticoagulanti), o allergie a medicinali.

Eventuali protesi dentarie devono essere rimosse.

È necessario concordare con il medico curante, almeno una settimana prima dell’esame, la necessità di sospensione/sostituzione di eventuali farmaci in corso (antiaggreganti, anticoagulanti, FANS) o la somministrazione di profilassi antibiotica (portatori di protesi cardiaca sintetica, pace-maker, ecc.). Per poter eseguire la procedura il valore dell’INR non dovrà superare 1.5.

La durata di esecuzione della Gastroscopia è breve (3-4 minuti) e non è dolorosa, anche se il naturale riflesso deglutitorio può portare a successive, leggere, irritazioni faringee; più frequentemente l’esame può causare fastidio, con nausea e conati di vomito a vuoto al passaggio dello strumento nella cavità orofaringea, che comunque cessano se il paziente collabora con respiri lenti e profondi.

Per ridurre tali fastidi generalmente prima dell’esame si effettua una sedazione somministrando per via endovenosa dei farmaci chiamati benzodiazepine che aiutano il paziente e rilassarsi e collaborare pur rimanendo vigile. In seguito all’esame sarà invece avvertita unicamente una modesta distensione causata dalla insufflazione di aria.

Qualora ritenuto necessario, nel corso dell’esame è possibile eseguire, in modo del tutto indolore, dei prelievi di tessuto (biopsie) per un approfondimento diagnostico mediante esame istologico. Questa procedura consente la diagnosi di tumori, ma anche la definizione di alcune forme di gastriti, la ricerca dell’Helicobacter Pylori e la diagnosi di alcune forme di malassorbimento, tra cui la celiachia.

N.B: Le biopsie non sono comprese nel costo dell’esame, pertanto, qualora si debba ricorrere all’esecuzione di tale procedura verrà applicata una tariffa in aggiunta al costo dell’esame come da Listino del centro Medico.

In caso di sedazione endovenosa che potrebbe essere utilizzata nel corso dell’esecuzione dell’esame, verrà consigliato al paziente di presentarsi accompagnato in modo da non vedersi costretto a guidare per il ritorno a casa.

Se durante l’esame non si sono verificate complicazioni, si può tornare subito alla vita normale e già dopo circa 10 minuti si può mangiare qualcosa, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente.

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